Google Trends

Google offre uno strumento chiamato Google Trends che permette di visualizzare l’andamento nel tempo di una o più keyword. Strumento solo apparentemente semplice, il suo funzionamento è in realtà contro-intuitivo e soggetto a facili fraintendimenti. I dati di Google Trends si trovano spesso utilizzati come indicatori del numero di ricerche riguardanti una parola chiave e quindi come indicatori dell’interesse assoluto per un argomento. Ciò può essere ragionevole ma non è questo che indica Google Trends, e una lettura in tal senso potrebbe portare a gravi errori. In questo articolo vediamo come interpretare correttamente i dati di Google Trends.



Nell’interpretare i dati di Google Trend occorre anzitutto considerare che questo strumento non permette di visualizzare il volume di ricerca assoluto riguardante una certa parola chiave, ma solo quello relativo al volume totale delle ricerche su Google, nella finestra temporale e nella zona geografica considerata.

Nella lettura dei dati del trend va poi tenuto presente che i valori sono scalati in un range 0-100, in cui quel 100 può valere tanto un miliardo di ricerche che 10.000. Non è dato sapere.

Non solo. Poiché i dati di Google Trends sono relativi al volume totale di ricerca su Google, si potrebbe – in teoria – visualizzare un trend decrescente anche se il volume totale delle ricerche per una certa keyword è in crescita. Strano ma vero. Il valore 100 infatti non è attribuito al valore massimo delle ricerche, ma al valore massimo assunto dal rapporto tra il numero di ricerche della keyword e il numero totale delle ricerche.

Search results are proportionate to the time and location of a query:

  • Each data point is divided by the total searches of the geography and time range it represents, to compare relative popularity. Otherwise places with the most search volume would always be ranked highest.
  • The resulting numbers are then scaled on a range of 0 to 100 based on a topic’s proportion to all searches on all topics. (Google Trends)

Facciamo un esempio. Poniamo che in un punto temporale e in una specifica zona geografica la keyword di nostro interesse abbia 250 ricerche e 500 sia il volume totale delle ricerche su Google per tutte le parole chiave. Il rapporto 0.5 (250/500) risulta essere quello più grande nel periodo e nella zona geografica analizzata e viene quindi posto pari a 100. Poniamo ora che esista un momento temporale in cui il volume di ricerca per la keyword sia 500, ossia il doppio del precedente, ma il volume totale di ricerca nella stessa finestra temporale e zona geografica sia 2000, ossia il quadruplo del precedente. Il rapporto tra volume di ricerca della keyword e volume totale delle ricerche su Google risulterebbe di 0.25 (500/2000), ossia la metà del valore precedente. Pertanto, anche se il volume di ricerca assoluto per la keyword è il doppio (500) rispetto al periodo precedente (250), Google Trends segnalerà una linea verso il basso, un trend di ricerca calante. Davvero poco intuitivo, nonostante l’apparente semplicità dello strumento!

Una linea verso il basso indica che la popolarità relativa del termine di ricerca si sta riducendo: non necessariamente, però, il numero totale di ricerche a esso relative si è ridotto, è solo la sua popolarità rispetto ad altre ricerche a essere diminuita (Google News Lab)

Per riprendere, riadattandola, la formula presente in Stephens-Davidowitz (2012), il valore di un punto j in Google Trends risulta dal seguente calcolo:

Insomma, i valori restituiti da Google Trends vanno considerati come riferiti alla “concentrazione” delle ricerche per un certo termine nell’oceano delle ricerche Google, come la proporzione di ricerche per la keyword sul totale delle ricerche, e non semplicemente come indicatori del numero totale delle ricerche. L’oggetto specifico di Google Trends sono quelle ricerche che catalizzano il traffico in un certo periodo temporale e in una certa zona geografica, ovvero la popolarità delle ricerche.

 

In questo grafico vediamo un esempio di crescita del numero assoluto di ricerche per una keyword (linea verde) che coincide, in Google Trends, con un trend decrescente (linea gialla), dal momento che il numero di ricerche totali su Google nel tempo aumenta progressivamente (asse x, quello orizzontale)

Ad ogni modo è talvolta ragionevole, ma con le giuste precauzioni, considerare i trend come indicatori dell’interesse per una parola chiave.

Vediamo ora l’interpretazione dei trend di ricerca nelle zone geografiche. Consideriamo, per esempio, i dati per la keyword “unioni civili” nel periodo tra marzo 2015 e marzo 2016 in Italia.

Il picco di ricerche, posto uguale a 100, è inequivocabile ed ha senso, considerato il dibattito pubblico connesso alla discussione della legge relativa al tema in quel periodo. Il resto dei valori corrispondono al rapporto con il volume di ricerca totale del periodo e posto in scala 0-100 dove 100 corrisponde al picco massimo. Il valori assoluti delle ricerche non sono dichiarati. Per esempio quel 100 potrebbe corrispondere tanto a un milione di ricerche quanto a centomila. Guardiamo ora l’analisi regionale.

interesse regionale - google trend - unioni civili

Si può dedurre da questi dati che “unioni civili” è stata una keyword ricercata più spesso in Molise che in altre regioni? Assolutamente no. Rispetto alle altre regioni, in Molise si è registrato un maggior numero di ricerche del termine rispetto al totale delle ricerche svolte in Molise. In altre parole, in rapporto al traffico internet totale regionale, il traffico del Molise generato dalla keyword, nel periodo considerato, è stato superiore a quello di altre regioni italiane. Si tratta di un’informazione molto interessante, ma anche molto diversa rispetto a quella che esprime la prevalenza assoluta delle ricerche.

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Nicola Righetti