Ho avuto il piacere di fare un’intervista a Gioba, Don Giovanni Berti, prete e vignettista, su un tema particolarmente attuale: il rapporto tra religione e comunicazione online.

http://www.gioba.it/

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Appartenente alla diocesi di Verona dal 1993, Don Giovanni Berti, in arte Gioba, è un prete sicuramente fuori dagli schemi, creativo e dotato di talento artistico (lui si schermirà con modestia, ma questo è certo quello che pensano in molti!). Note e apprezzate sono le sue vignette, in cui fantasia e umorismo si mescolano per esprimere più profondi messaggi evangelici. Il suo sito web personale è www.gioba.it.

Insieme alle risposte alle domande dell’intervista, Gioba mi ha inviato anche alcune sue divertenti vignette sul tema. Iniziamo con una di queste, e passiamo subito alla prima domanda.

http://www.gioba.it/

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Ciao Don Giovanni e grazie per la tua disponibilità. Vorrei iniziare questa intervista partendo fin da subito con una domanda importante, anche se per certi versi quasi banale. Internet rappresenta un mezzo di comunicazione che tende a far sparire la persona nell’anonimato, sebbene le dia la possibilità di esprimere i suoi punti di vista personali e farli conoscere al mondo intero. Vediamo anche che questa sensazione di “anonimato” lascia emergere lati aggressivi come quelli che vanno sotto il nome di “hate-speech”. A tuo parere, Internet rappresenta una minaccia per i valori cristiani che dovrebbero regolare i rapporti tra gli uomini?

Uno dei valori fondamentali del cristianesimo è proprio creare ponti di comunicazione tra le persone abbattendo i muri del pregiudizio. San Paolo, grande comunicatore, ha sfruttato alla grande i mezzi di comunicazione del suo tempo per far giungere a tutti il pensiero di Gesù.

La buona comunicazione non distrugge ma al contrario esalta il messaggio cristiano. Il problema quindi per me non sta in internet ma sul suo utilizzo. Risposta forse banale ma fondamentale per non cadere nella trappola della paura dei mezzi di comunicazione. Poter condividere il proprio pensiero attraverso gli scritti e le immagini in modo facile è una grande opportunità. Occorre una educazione all’utilizzo dei mezzi di comunicazione e non una loro censura.

Io quando scrivo sui social network, sia quando faccio un post o quando partecipo ad un dibattito, mi propongo sempre di non dimenticare che coloro che leggono non sono persone virtuali ma reali, come lo sono io. Non devo dimenticare che quando scrivo su una tastiera davanti ad uno schermo chi legge dall’altra parte è come se lo avessi difronte, reale come me, mio fratello e sorella. I valori cristiani e lo stile cristiano di relazione valgono tra i banchi di chiesa come davanti ad un PC.

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Se Gesù fosse vissuto ai nostri tempi, a tuo parere avrebbe scritto post su Facebook, inviato brevi parabole di 140 caratteri su Twitter e sarebbe stato un influencer con milioni di follower? Sarebbe andato “in diretta su Facebook” per parlare agli uomini? Gli apostoli avrebbero aperto una fan-page su Facebook? Gli evangelisti avrebbero scritto i Vangeli su un blog? In altre parole, la rete e i Social Network possono assumere la dignità di luogo (virtuale) sacro, oppure non sono per loro natura adatti a ricoprire questa funzione religiosa?

Il Vangelo ci racconta che Gesù non ha scritto nulla ma la sua principale preoccupazione è stata quella di creare una prima comunità di amici e testimoni che a loro volta hanno portato il suo messaggio e lo hanno diffuso con la parola, l’esempio e anche l’utilizzo dei mezzi di comunicazione di allora.

Penso che se Gesù fosse vissuto oggi sarebbe stato esattamente come 2000 anni fa, cioè un uomo del suo tempo, pienamente inserito nella società con i suoi mezzi, i suoi limiti e risorse, i suoi luoghi di aggregazione e comunicazione. Oggi come allora la sua preoccupazione sarebbe stata di creare una comunità reale di persone, magari anche usando i mezzi social di oggi.

Se vogliamo essere fedeli all’insegnamento fondamentale della nostra fede, cioè che Dio si è fatto vero uomo, allora non possiamo pensare che la realtà attuale del comunicare umano sia una cosa fuori dall’ambito religioso cristiano.

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Grazie Don Giovanni per la tua disponibilità… e per le tue vignette!

Grazie di questo spazio di dibattito sulla rete attraverso la rete. È fondamentale non fermare mai la riflessione su noi stessi e su come comunichiamo.

 

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